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Perché la mindfulness fa bene ai genitori?

Rallenta e goditi il momento. Tanto puoi fare una cosa sola per volta!

Molti genitori sembrano giocolieri pieni di compiti, con la necessità di fare tutto meglio possibile. Uno sforzo che, a volte, rischia di rendere stressante anche il più gradevole degli impegni: quello di genitore.

Vorremmo fare il meglio per i nostri figli e così riempiamo l’agenda di palestre, corsi, piscina rendendo a noi – e ai nostri bambini – la vita come un’agenda fin dall’infanzia.

Mindfulness parenting

perchè la mindfulness fa bene ai genitoriLa mindfulness e in particolare il mindfulness parenting, incoraggia i genitori ad essere consapevoli di ogni momento della loro relazione con i figli. In effetti i bambini sono dei rilevatori di distrazione e spesso attirano l’attenzione dei genitori proprio facendo confusione e – basta che il genitore torni attento – perché anche loro si calmino.

La disattenzione genitoriale che i bambini soffrono di più è quella della “mente altrove”: sentire che sono fisicamente in compagnia di un genitore ma che la sua attenzione è spostata su impegni, problemi o preoccupazioni che sono in altri luoghi. I bambini avvertono l’ansia dei genitori e, come spugne, la trasformano in iperattività, rumore e un precipitare di azioni che spesso conduce al…guaio!

Senza una piena attenzione, l’efficacia di un genitore si riduce, sia nella credibilità che nella possibilità di raggiungere davvero la mente e il cuore dei propri bambini. Perché i bambini sanno quando la nostra mente è altrove. e, come rilevatori di discrepanza, iniziano a suonare quando siamo incongruenti con quello che facciamo. Inutile rimproverare la loro disattenzione se – noi per primi – facciamo fatica ad essere presenti.

5 minuti al giorno

perchè la mindfulness fa bene ai genitoriDifficile pensare di non potersi riposare almeno 5 minuti al giorno. Di fatto lo facciamo: il mindful parenting richiede 5 minuti al giorno di mente in riposo. Una mente stressata infatti è molto facile che perda il momento giusto per sincronizzarsi con amore e attenzione a quegli scambi relazionali che lo richiedono. Questo, alla lunga, può portare a rotture nella relazione con i figli e a perdere la fiducia nell’autenticità relazionale.

Aiutare i genitori a non perdere questi momenti, queste opportunità, non richiede molto. Solo semplici strumenti che tutti possiamo utilizzare. Vediamo quali.

La pratica di consapevolezza

La meditazione è cruciale per coltivare presenza mentale. Con la meditazione un genitore è più capace di respirare meglio e di avere padronanza delle proprie emozioni: due aspetti  molto utili quando dobbiamo regolare il tumulto emotivo dei nostri figli.

La meditazione rende più facile una diminuzione dello stress e ci mette in quel luogo di calma dal quale possiamo far nascere la giusta azione.

I benefici della meditazione per i genitori possono essere riassunti nei seguenti elementi (e tutti avremmo bisogno di questi sollievi!):

  • Riduzione dello stress, della sofferenza e della negatività;
  • Aumento del benessere, della pace interiore e della gioia;
  • Calmare la mente e incoraggiare la ricerca della calma prima di decidere interventi e punizioni;
  • Coltivare la presenza mentale nei diversi aspetti dell’essere genitore;
  • Migliorare le proprie capacità di accettazione;
  • Ampliare le prospettive di soluzione delle difficoltà;
  • Migliorare la relazione con i figli rispetto al legame, all’empatia, alla presenza e all’amorevolezza;
  • Rendere più facile il riconoscimento delle qualità specifiche di ogni figlio.

Il corpo in famiglia

Tutti vorremmo allevare una famiglia sana e felice. Per questo il corpo non può essere in secondo piano. Non solo con l’attenzione al cibo e alla qualità del sonno ma anche condividendo un’attività fisica non performativa insieme. Per molte persone crescere vuol dire perdere il rapporto quotidiano con il movimento non finalizzato ad azioni specifiche. Crescere non vuol dire smettere di giocare ma è importante trovare giochi che possano permetterci di usare il corpo in maniera non agonistica.

Siamo spesso sovra-stimolati da interessi e attività mentali e sotto-stimolati da giochi che includano il corpo. Una partita di calcetto o pallavolo, una nuotata insieme in mare, andare in bicicletta per i monti sono tutti elementi importanti della relazione tra genitori e figli. Portarli in palestra, andare in palestra, non è la stessa cosa: andare insieme a camminare, fare insieme del movimento che non abbia uno scopo agonistico vuol dire giocare attraverso lo strumento primario del corpo. Non possiamo occuparci del corpo solo per la forma fisica o perché ci fa male: possiamo ricordarci del corpo anche per giocare insieme. Per sentire il corpo senza altro scopo che sciogliere le tensioni.

Questo è specialmente vero per quei bambini ai quali è stata diagnosticato un disturbo dell’attenzione. Condividere un’attività fisica con i genitori riduce la tensione, migliora la capacità di prestare attenzione e migliora l’umore. Rafforza la connessione tra corpo, mente e spirito, diminuisce l’impulsività e l’agitazione motoria e migliora le abilità sociali. Quindi cosa aspettate? Dalla bicicletta, alla spiaggia, al pallone c’è un mondo di attività fisica condivisa che vi aspetta!

I disturbi dell’attenzione

Molti bambini che soffrono di disturbi dell’attenzione lo manifestano attraverso l’agitazione motoria e l’irrequietezza fisica. Non serve l’ingiunzione “Stai fermo!”. Serve, invece un modo gentile per restituire a questi bambini la padronanza del movimento e la mindfulness per genitori offre quella consapevolezza che è necessaria per trovare la giusta risposta. E per trovare il giusto respiro: quando la mente si rilassa la velocità dell’inspirazione e dell’espirazione tende a diminuire. L’atto della respirazione è mediato dal SNC e può essere sia volontario che involontario ed è un collegamento perfetto tra la mente e il corpo. Prendere confidenza con il nostro modo di respirare cambia – al di là della nostra volontà – il nostro stato mentale.

Immagina come vorresti che fossero i tuoi figli e diventalo.

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